La felicità è un affiorare interiore; è un risveglio delle tue energie; è un risveglio della tua anima. (Osho)

L'armonia del corpo e della mente è la condizione essenziale per mantenere la salute e il benessere.

 

Quando l'energia fluisce liberamente nel nostro organismo, il corpo è vivo, sano, libero da tensioni croniche e sicuramente anche bello e vitale; le sensazioni e le emozioni sono orientate al piacere e alla gioia di vivere.

 

L'approccio olistico alla salute attraverso tecniche e discipline diverse, promuove l'integrazione della mente e del corpo.

FIOR DI LOTO

Le sue radici attecchiscano nella melma e nella sporcizia, emerge a fior d'acqua e la sua purezza rimane incontaminata, per questo motivo è considerato il simbolo della manifestazione di Dio.

 

Per il gusto indiano, il loto è sempre stato il più bello di tutti i fiori.

E' rispettato dalla gente perché usato come fiore sacro durante le cerimonie religiose.

 

Nel poema epico Mahabharata, Brahma, il dio-creatore, ha come appellativo "colui che è nato nel loto". Il mito trae origine dal racconto in cui si narra come Brahama sia sorto da un fior di loto spuntato dall'ombelico di Vishnù, mentre questi era assorto in meditazione. Analogamente la sposa di Vishnù, Lakshmi, dea della fortuna e della bellezza, è chiamata Padma, che significa "colei che ha il colore del loto", perché originata dal fiore di loto spuntato sulla fronte di Vishnù. E lo stesso Vishnù è il Padmanabha, "il signore dall'ombelico di loto".

Nella mitologia indù, il trono e il piedistallo di loto assumono un significato speciale nella loro applicazione universale. Come Brahma è seduto sul loto dell'ombelico di Vishnù, i tre grandi dèi della triade indù (Brahma, Vishnù e Shiva, con le loro rispettive consorti Sarasvati, Lakshmi e Parvati; come pure Agni, dio del fuoco, Pavanna, dio del vento, Ganesh, dio della saggezza, Rama, incarnazione di Vishnù, e il demone Ravana) si trovano tutti rappresentati sopra un trono a forma di loto. Vishnù è rappresentato con un fiore di loto in una delle sue quattro mani. Analogamente, nei templi buddhisti e giainisti del sub-continente indiano, Buddha e altri dèi sono raffigurati seduti su un fiore di loto.

Nel folklore buddhista si ritrae il bodhisatva Avalokiteswara come nato da un fiore di loto e lo si raffigura in piedi sopra un basamento di loto con un fiore di loto in mano, di qui il suo epiteto di Padmapani, colui che ha la mano di fiore di loto. Ancor più significativa è la formula sacra della preghiera buddhista tibetana, Om mani padme hum, cioè "Onore a te, o gioiello nel fiore di loto". Il riferimento evidente, nel contesto del tempio, è che il "gioiello", simbolo del nome supremo di Dio, risiede nel fiore di loto!

Il loto, inoltre, è un emblema di nascita divina.

 

 

 

Che le Benedizioni di DIO, di Lord Mahaguruji Mei Ling, di Master Choa Kok Sui, di Mikao Usui, degli angeli e arcangeli, di tutti i santi, dei grandi e degli esseri di luce

ci accompagnino ogni giorno della nostra vita,

ci proteggano, ci nutrano e ci rendano umili.